Breve storia sulle STORIE (S)

Una settimana intensa e ricca di novità quella appena trascorsa: la NASA scopre l’esistenza di nuovi pianeti nell’universo e le storie arrivano su WhatsApp.

Ma argomentiamo una cosa per volta, in ordine d’importanza. Le storie WhatsApp? Sì, ormai sono lontani i tempi in cui giravano strani mini-video di persone con le orecchie e il muso da cane o con la ghirlanda di fiori in testa e ci si chiedeva cosa fosse mai tale stregoneria. La stregoneria era Snapchat con le sue storie.

Ammetterò con franchezza di non essere stata al passo e vi dirò che mentre timidamente approcciavo al social degli snap, concedendomi una foto da cane e una con la ghirlanda, già iniziavo a notare delle novità inusuali su Instagram.

Il social delle foto di cibo, degli animali, degli addominali, delle tette, del fit-world e del natur-free-bio-sano-belli-dentro-belli-fuori, si converte alle storie.

Ma ancora una volta non sono stata al passo e mentre seguivo le storie di Fedez a Los Angeles con Chiara Ferragni, quelle di Diana Del Bufalo con quei divertenti spasmi facciali, quelle di Chiara Ferragni a Los Angeles con Fedez, quelle delle mie amiche che “faccio una storia così ***** vede che mi diverto anche senza di lui”, le storie sbarcano su Facebook.

Non vi ripeterò che non sono stata al passo neppure stavolta (non sono stata al passo, ndr.) e mentre leggevo i post di sdegno dell’avvenuto cambiamento – o mi imbattevo in storie usate come mezzo per lamentarsi delle storie – ecco che spunta fuori un aggiornamento WhatsApp.

Così, mentre leggevo la formidabile scoperta della NASA (non dimentichiamoci che è la seconda importante notizia della settimana), quel contatto con cui non parlo da Pasqua del ’92 e che non sapevo neppure di avere ancora in rubrica, pubblica la sua prima storia Whatsapp.

I pianeti comunque sono sette, dicono siano molto simili alla terra e che potrebbero esserci forme di vita, rocce, acqua, case, libri, auto, fogli di giornale… storie.


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