Finger Paint: l’arte fatta con le dita di Chiara Magni (e non le mie)

pittura

Navigando nell’immenso quanto infinito baule virtuale dell’internet mi sono imbattuta nella scoperta di Chiara Magni, finger painter italiana. Ha attirato la mia attenzione perché definisce i suoi quadri, appunto, “finger painted“, cioè dipinti con le dita.

La cosa che colpisce maggiormente, a dirla tutta, è proprio questo dettaglio: l’uso delle dita (ed è la prima in Italia che svolge questo lavoro a livello professionale).

Ciò ha scatenato in me tutta una serie di pensieri dal carattere un po’ esistenziale (termite usato per sottolineare la drammaticità del momento) circa le abilità che una persona ha o non ha.

Mi sono ritrovata a sorridere (e poi a disperarmi) pensando a quello che io so fare con le dita:
– pulire il fondo del barattolo di Nutella;
– leccare le briciole dei grassi perduti dai Fonzies (se no godi solo a metà);
– chiudermele nei cassetti;
– picchiettarmi la fronte per nervosismo immotivato;
– spremere i brufoli facendo di loro attacchi d’arte astratta su volto di ragazza.

Insomma, tutte capacità senza dubbio validissime, ma creare un disegno che non solo abbia un senso artistico, ma sia pure bello, non è tra le mie, ma tra quelle di Chiara.

Superato il contraccolpo della presa di coscienza delle mie no-finger-abilities e messa da parte (non è vero) la naturale quanto inevitabile invidia che è cresciuta in me come la fame alle 15 del pomeriggio, ho curiosato un po’ tra le sue opere (fatte con le dita, capito?).

I dipinti hanno un carattere impressionistico, i colori sono stra-intensi e, sapete quando si dice “toccare l’arte con mano“? Lei lo fa, ma puoi farlo anche tu, perché il colore, senza l’utilizzo di pennelli, resta sulla tela denso e corposo rendendola, quindi, quasi 3D.

Ed è qui che è venuta la parte migliore, perché ci sono certe cose che, per loro naturale caratteristica e atmosfera, evocano in me possibili situazioni di vita un po’ realistiche un po’ fantastiche, un po’ patetiche un po’ romantiche, un po’ realizzabili un po’ forse no (i cosiddetti viaggi mentali).

E CHI DI VOI NON VORREBBE FARSI UN VIAGGIO MENTALE IN UN DIPINTO FATTO CON LE DITA?

Immagino di trovarmi su quella collina illuminata dalla luce della luna e riscaldata dall’amore della coppia; tra i personaggi io sarei la spiona invisibile nascosta dietro un albero.

Facile. Immagino di essere in viaggio nello spazio e di galleggiare (finalmente leggera) tra corpi celesti a forma di muffin al cioccolato.

Più che un viaggio forse questo è un monito: la forma fisica che vorrei e che non raggiungerò mai se tra i corpi celesti dello spazio intravedo muffin al cioccolato.

Tra quelli che preferisco. Scegli il mondo o il suo sottosopra?

Insomma, ogni sua rappresentazione ha scatenato in me un viaggio, un mondo di fantasia, qualcosa di surreale…

Ed anche se immagino che la sua idea non fosse esattamente quella di rappresentare dei muffin nello spazio, so per certo fosse quella di provocare qualcosa di bello in me e farmi sorridere e direi che ci è riuscita.

 


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